giovedì, dicembre 24, 2009

Natale

Quando alle soglie della vita Nuova la morte bussa, i pensieri scompaiono soffocati dall'unica domanda.
Come se tutto ciò che sei, nella foga degli affanni inutili, morisse di fronte alla morte stessa. Come se innanzi alla paura dell'immagine che impietosa mostra l'ultimo destino riuscissi, sereno, a comprendere la realtà.
In quell'istante preciso, mentre la voce del mondo a cui appartieni ti giudica, un sano cinismo attanaglia ciò che è inutile per restituire un momento di sincera luce. L'uomo che non sei svanisce, comprendi che nulla ti appartiene, nemmeno le caduche spoglie che hanno conosciuto gloria e decadimento. La gioia prende il posto del tormento, la priorità guida ogni pensiero e appare chiaro, come non mai, che solo morendo a se stessi arriverà Natale.

martedì, dicembre 08, 2009

Amore


Un giorno Amore irruppe nel mondo e chiese: Chi sono Io?
Un gran parlare si levò ma nessuna risposta comprensibile giunse.
Allora Amore si sentì solo e non riusciva a distaccarsi da quel pensiero. Era convinto che nessuno lo potesse comprendere e inizio a fuggire chiunque incontrasse.
Finchè non avverti una grande stanchezza e fece un respiro profondo. Vide che esistevano altre prospettive, partendo da se stesso cercò le domande prima delle risposte.
E scoprì l'importanza del proprio ruolo, si avvide di come tutti fossero inclusi in lui e tutto era nell'Uno che egli stesso rappresentava.
E la musica iniziò a parlare, a sussurrare i colori delle emozioni della pelle liscia. Avvertì il sapore dell'aria che respirava specchiandosi nel sorriso del mondo.
E le risposte giunsero...

mercoledì, novembre 11, 2009

La storia di Roberto

Roberto non parla, mugugna suoni spesso incomprensibili. Ti guarda e non sai mai se guarda te o il vuoto. A volte da l'assoluta certezza di non percepirti, di non sentire i sentimenti altrui. Passa il tempo continuando a chiudersi nei suoi percorsi mentali, perpetrando rituali abitudinari ossessivi, indispettendosi violentemente quando qualcuno pretende lui faccia le cose in un modo diverso da come lui le ha sempre fatte.

Quando ritardi, non solo non comprende, ma pensa che non sia ammissibile che accada, si arrabbia, inizia a camminare lungo un percorso circolare simile ai suoi pensieri e grugnisce. Il suo mondo è tutto il mondo. Non riesce a comunicare, dicono, non riceve e non trasmette. Usa una tastiera facilitata accanto a uno schermo per comunicare, le parole scorrono fluide con un linguaggio anche ricercato che contrasta nettamente con il suo grugnire senza senso.

Tutto questo perché lui è autistico e ciò gli impedisce di integrarsi socialmente e di comunicare.

Ma Roberto, anche quando è arrabbiato, ascolta le ragioni di chi crede gli abbia fatto un torto. Ascolta e sa chiedere perdono quando capisce che c’è altro oltre “Roberto”. Scrive per comunicare i propri sentimenti. Ha paura di essere abbandonato e comprende chi ha meno opportunità di lui e li abbraccia di continuo prima di tornare a camminare in cerchio muovendosi in modo casuale e inconsapevole.

Quando ascolto la storia di Roberto fatico a comprendere cosa lo renda, a parte la forma, diverso da me, da chi mi circonda. Poi un brivido mi percorre di fronte a questo specchio, ho voglia di abbracciare chi amo, di chiedere scusa a chi non ho visto dietro il mio ego. Ho voglia di guardare negli occhi chi amo e avere il coraggio di dirglielo anziché scriverlo, confessare le mie debolezze senza averne vergogna. Voglio rompere gli schemi che mi rendono sereno nel recinto, per attraversare le colonne d’Ercole che mi separano dalla vita che desidero realmente.

Roberto è in me. Cosa potrà rendermi diverso da Roberto è solo la possibilità, cosa mi renderà diverso da lui è coglierla… e io sarò in lui.

venerdì, settembre 11, 2009

9/11

Nel silenzio alterno
Nell'arco di un respiro guardo il tuo volto
Dove sei ora? Chi sei tu che parli per me?
Chi sono io che lotto con te?
E nell'umidita' della notte ritrovo la pace
Osservo mutarmi intorno al nucleo
E sempre più' al nucleo voglio giungere.
Leggendo ti vedi
Leggendo mi vedi
E solo nel cuore sai perche' non cedi
In silenzio
Nel silenzio
Per il silenzio
Moriro' per vivere

martedì, settembre 01, 2009

Immersione

Sto per immergermi
sistemare nel silenzio quanto è utile per raggiungere il Luogo.
Tra gli spiragli di luce nel mare profondo
scorgo un volto, dei cuori, un'anima... la mia.
Ogni giorno di più la Verità è l'unica cosa che desidero...
In me... fuori di me!

sabato, luglio 25, 2009

Ti sento

So che ci sei
Ti sento

Ogni secondo avverto la tua presenza
Anche in assenza della mia
Incalzante avverto la voce
che dal cuore parla mordace
Io ti sento...
E mi nascondo

martedì, giugno 02, 2009

sabato, aprile 25, 2009

Voglio

In fondo non è complesso
Nel silenzio la risposta a una domanda sopita
Nel buio la Luce per un attimo indica la Via
La pace del cuore
Il desiderio dell'anima
La direzione
Voglio Dio

martedì, marzo 17, 2009

Prigione

Come un'anima in attesa che la luce la sollevi guarda al cielo,
così sbircio dalle sbarre la condizione a cui tendo.
Non già con rimprovero mi osservo
ma lucido rammento la necessità di andare oltre un me che mi rinchiude pavido tra le mura della fredda paura della solitudine.
E non già la mente, nè il corpo, frena l'ascesa
quanto l'imbavagliata emozione dell'accoglienza che è madre di ogni aspirazione.
Muto osservo il divenire nella speranza certa che ogni cosa ha un tempo e così sarà anche per lo spuntar di nuove ali

martedì, febbraio 10, 2009

Sogni

"Il nostro gioco e' finito. Gli attori, come dissi, erano
spiriti, e scomparvero nell'aria leggera.
Come l'opera effimera del mio miraggio,
dilegueranno le torri chesalgono su alle nubi,
gli splendidi palazzi, i templi solenni,
la terra immensa e quello che contiene;
e come la labile finzione,lentamente ora svanita,
non lasceranno orma.
Noi siamo di natura uguale ai sogni."
SHAKESPEARE, La tempesta

giovedì, febbraio 05, 2009

Ritorno


Non ti cerco... non ci sei.
Come la mia presenza così è la tua assenza
basta volgere lo sguardo altrove
perchè non ti veda, benchè ti senta.
L'eterno ritorno lascia un segno interiore
nessuno torna eterno se prima non muore

martedì, gennaio 27, 2009

Aguzzate la vista

I dettagli sono molto importanti. Alcuni passano la maggior parte della propria esistenza sul macro, altri sul micro. La differenza è sostanziale! Nell'uno e nell'altro caso il rischio evidente è quello di perdersi il quadro d'insieme. Mi spiego: se mi piace tanto la luce catturata nella foto non mi rendo conto che quanto è da essa illuminato è ciò che cerco da sempre; se, al contrario, mi lascio trascinare da ciò che la foto mi evoca non mi rendo conto della bellezza della luce in essa racchiusa.
E' un po come chi non scopre la bellezza dell'anima di una persona perché dopo tre parole il "se sarebbe vero" chiude una porta su ogni possibile proseguimento di conoscenza.
I dettagli determinano la nostra vita! I dettagli che percepiamo e quelli che passano inosservati alla nostra mente cosciente. I piccoli dettagli di uno sguardo che evocano la certezza che la specie sarà perpetrata, parimenti al movimento sinuoso di un corpo. Le forme più o meno delineate del nostro corpo, la fisiognomica del volto che si traduce nell'unico linguaggio reale, determinano la nostra vita.
I dettagli più incredibili danno corso agli eventi, alle pulsioni, alle scelte.
E così se zigomi sporgenti ci parlano di un delinquente nato, così dita sfuggenti possono farci spaventare perché, imprevedibilmente, potrebbero insinuarsi nella nostra vita, nel cuore, fin dove non potremmo più farne a meno.
Magari, basterebbe eliminare quel piccolo tratto che termina le dita per modificare tutto: quelle fastidiose, affusolate falangette reclamanti il desiderio che cercano...
Questo è un particolare: qualcosa che in noi, che lo vogliamo o meno, determina reazioni.
In generale, forse, non si dovrebbe oziare troppo tempo su questi particolari...

sabato, gennaio 24, 2009

Ciao...

Coloro che Dio ama sono il Suo profumo in questo mondo...

venerdì, gennaio 23, 2009

Quando...


Quando faremo l'amore il cielo sopra di me, in me , sarà unito.
Saremo un'unica luce, quando faremo l'amore!
Quando faremo l'amore il percorso verso l'origine sarà concluso.
Nel silenzio dei pensieri, nel clamore dei sensi, pulseremo in una nuova vita, quando faremo l'amore!
Quando faremo l'amore ogni cosa sarà finita nell'aurora della nuova vita!
Quando... Ora!

martedì, gennaio 20, 2009

Limiti

Come un Angelo caduto
mi trovo avvolto tra le braccia dei miei desideri
mi parlano di luce e impegno
di gioia anche nel dolore
di scelte apparentemente insostenibili
come prezzo di una gioia mai conosciuta
Sarà arduo raggiungere lo stato
ma impossibile rinunciare alla felicità a cui anelo!
Nel lento fluire della nuova vita
sento scorrere il sangue di una nuova stirpe
nell'evoluzione ineluttabile della mia specie...
Un nuovo flusso
Un nuovo orientamento
Una nuova energia...

sabato, gennaio 17, 2009

Apparenza e realtà

Se non fossi ciò che tu vuoi
e riuscissi a non essere così meccanico
Se nastri antichi non ti permettessero di riconoscermi
e memorie che mi precedono non ti impedissero di amarmi
Sapresti andare oltre te e i tuoi padri?
Riusciresti a guardare con occhi nuovi la tua vita?
Ciò che è, è sempre stato
Ciò che non è, muta continuamente
Incessantemente, nella commedia del déjà vu,


Conduce verso me come verso chiunque altro.
E se io fossi solo l'immagine sfocata del vero me nulla cambierebbe...
Finchè sarò le tue memorie
Finchè sarò le tue paure
Finchè non sarò
Finchè non sarai

martedì, gennaio 13, 2009

Carpe Diem

E' un attimo ciò che separa la vita dalla paura.

Ogni giro di vite il destino per noi scritto ci chiede di essere compiuto...
Giungere all'ultimo piano o fuggire?
Il guardiano frena
Il cuore spinge
La vita non attende!





Ho sceso, dandoti il braccio

Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

venerdì, gennaio 09, 2009

JPEG


Costantemente faccio esperienze, vedo cose, ascolto suoni, provo sensazioni e, per tutta la vita, credo queste mi accompagnino fedeli a come le ho incontrate.
Se mi soffermo un po sullo splendido carattere che aveva la mia prima fidanzatina, ad esempio, mi accorgo che non mi è rimasto il suo volto impresso. Allora mi sforzo e qualcosa in me raccoglie dati partendo dai suoi modi, ricompone le sue labbra, i suoi occhi, le sue espressioni. Inizio a sentire la sua voce, percepisco i cambi di tono, l’inflessione, il lieve risolino d’imbarazzo quando mi mostravo più audace…e poi mi ricordo che non aveva affatto quel carattere. Non c’entra niente quel carattere con quello che è impressionato nella mente. Quello che rammento è quello che desideravo lei avesse, non quello che aveva!
Il colpo di genio nei formati compressi come il JPG è che si sfrutta un limite funzionale, strutturale, dell’occhio umano che percepisce più la differenza di luminosità che tra colori. Pertanto, se non c’è una certa luce, non percepiamo certi colori. Allora è bastato pensare un modo per eliminare le informazioni non necessarie sui colori e sulla luce per poi ricostruirli artificiosamente al momento opportuno tramite complessi algoritmi quantistici che m'è complicato persino trascrivere. Conservare quindi poche tracce reali dell’immagine, affidandosi a una mappa che consenta di ricostruire in seguito “fedelmente” il tutto… il resto lo fanno i nostri occhi.
Allora mi chiedo:” E se ricordassi erroneamente anche il viso?” Allora avrebbe avuto un altro carattere probabilmente! Il panico sembra prendere il sopravvento: tutta la mia vita è così. Quante volte ho etichettato come smemorato qualcuno che ha messo in dubbio le mie reminescenze? Vorrebbe dire che tutto ciò che mi appartiene interiormente è solo frutto di una matrice falsata da desideri indotti?
La cosa interessante degli algoritmi di compressione è che, sfruttando questi limiti dell’uomo, rendono più fruibili i contenuti. Meno frequenze più canzoni, più canzoni più varietà di ascolto, più varietà di ascolto più esplorazione.
Ricordo ancora ogni singola parola di "Questione di feeling" di Mina perché mia madre la metteva e rimetteva di continuo. Oggi non riesco cantare due strofe di fila delle canzoni che mi prendono di più… forse perchè concedo poco più del primo ascolto, non so. Meno analisi, molto fast food e io, invece, adoro lo slowfood… specie se in ottima compagnia.
Onestamente non so che emozioni potrei provare se gli occhi della donna che amo avessero la luce più spenta da non poterne percepire il reale colore; se la sua voce non avesse quelle tonalità e frequenze che la rendono unica, se il suo odore dovesse venire eliminato perché non utile e dovesse essere privata di tutto quello che non è standard.
La vera differenza, dicono, tra un file originale e il suo formato compresso sta nei dettagli che sono percepibili, nel caso di un’immagine, solo ingrandendola tante e tante volte. L’originale presenterà i particolari, la copia compressa alcuni pixel indefiniti: accettabile pare... per chi?
Tutto ha sempre avuto un tempo in questo mondo. Ora i tempi sembrano un po più corti quindi se dopo un tempo le cose sono pixellose non c’è problema… basta cambiarle. Forse sono pigro, all’antica, ma non mi piace più quest’idea del fast food! Amo gustare lentamente le cose, voglio guardarle sempre più nel dettaglio… sempre più! Prendete un bellissimo occhio, profondo, pieno di luce, con le sue paure e le sue passioni! Entrateci dentro sempre più…scoprirete l’anima e magari ve ne innamorerete!

I maestri antichi sfruttavano le imperfezioni dell’occhio umano per trasferire, attraverso l'arte figurativa, concetti universali e oggettivi di armonia e di perfezione
Noi però funzioniamo come il ricordo della mia prima fidanzatina, come gli algoritmi di compressione, eliminiamo ciò che reputiamo inessenziale, appiattiamo, utilizziamo matrici di altri ricordi per ricostruire ciò che non rimembriamo, ci spaventiamo del presente e del futuro utilizzando dolori ed errori del passato... macchine dai software apparentemente efficienti al costo di un rozzo funzionamento.

Cercherò armonia e perfezione, quindi amore, in questo silenzio esaustivo!

giovedì, gennaio 08, 2009

Nebbia

Matteo 6,22

"La lampada del corpo è l'occhio.

Se dunque il tuo occhio è limpido,

tutto il tuo corpo sarà illuminato;"

Un cuore impavido renderà l'occhio limpido?

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