martedì, gennaio 27, 2009

Aguzzate la vista

I dettagli sono molto importanti. Alcuni passano la maggior parte della propria esistenza sul macro, altri sul micro. La differenza è sostanziale! Nell'uno e nell'altro caso il rischio evidente è quello di perdersi il quadro d'insieme. Mi spiego: se mi piace tanto la luce catturata nella foto non mi rendo conto che quanto è da essa illuminato è ciò che cerco da sempre; se, al contrario, mi lascio trascinare da ciò che la foto mi evoca non mi rendo conto della bellezza della luce in essa racchiusa.
E' un po come chi non scopre la bellezza dell'anima di una persona perché dopo tre parole il "se sarebbe vero" chiude una porta su ogni possibile proseguimento di conoscenza.
I dettagli determinano la nostra vita! I dettagli che percepiamo e quelli che passano inosservati alla nostra mente cosciente. I piccoli dettagli di uno sguardo che evocano la certezza che la specie sarà perpetrata, parimenti al movimento sinuoso di un corpo. Le forme più o meno delineate del nostro corpo, la fisiognomica del volto che si traduce nell'unico linguaggio reale, determinano la nostra vita.
I dettagli più incredibili danno corso agli eventi, alle pulsioni, alle scelte.
E così se zigomi sporgenti ci parlano di un delinquente nato, così dita sfuggenti possono farci spaventare perché, imprevedibilmente, potrebbero insinuarsi nella nostra vita, nel cuore, fin dove non potremmo più farne a meno.
Magari, basterebbe eliminare quel piccolo tratto che termina le dita per modificare tutto: quelle fastidiose, affusolate falangette reclamanti il desiderio che cercano...
Questo è un particolare: qualcosa che in noi, che lo vogliamo o meno, determina reazioni.
In generale, forse, non si dovrebbe oziare troppo tempo su questi particolari...

sabato, gennaio 24, 2009

Ciao...

Coloro che Dio ama sono il Suo profumo in questo mondo...

venerdì, gennaio 23, 2009

Quando...


Quando faremo l'amore il cielo sopra di me, in me , sarà unito.
Saremo un'unica luce, quando faremo l'amore!
Quando faremo l'amore il percorso verso l'origine sarà concluso.
Nel silenzio dei pensieri, nel clamore dei sensi, pulseremo in una nuova vita, quando faremo l'amore!
Quando faremo l'amore ogni cosa sarà finita nell'aurora della nuova vita!
Quando... Ora!

martedì, gennaio 20, 2009

Limiti

Come un Angelo caduto
mi trovo avvolto tra le braccia dei miei desideri
mi parlano di luce e impegno
di gioia anche nel dolore
di scelte apparentemente insostenibili
come prezzo di una gioia mai conosciuta
Sarà arduo raggiungere lo stato
ma impossibile rinunciare alla felicità a cui anelo!
Nel lento fluire della nuova vita
sento scorrere il sangue di una nuova stirpe
nell'evoluzione ineluttabile della mia specie...
Un nuovo flusso
Un nuovo orientamento
Una nuova energia...

sabato, gennaio 17, 2009

Apparenza e realtà

Se non fossi ciò che tu vuoi
e riuscissi a non essere così meccanico
Se nastri antichi non ti permettessero di riconoscermi
e memorie che mi precedono non ti impedissero di amarmi
Sapresti andare oltre te e i tuoi padri?
Riusciresti a guardare con occhi nuovi la tua vita?
Ciò che è, è sempre stato
Ciò che non è, muta continuamente
Incessantemente, nella commedia del déjà vu,


Conduce verso me come verso chiunque altro.
E se io fossi solo l'immagine sfocata del vero me nulla cambierebbe...
Finchè sarò le tue memorie
Finchè sarò le tue paure
Finchè non sarò
Finchè non sarai

martedì, gennaio 13, 2009

Carpe Diem

E' un attimo ciò che separa la vita dalla paura.

Ogni giro di vite il destino per noi scritto ci chiede di essere compiuto...
Giungere all'ultimo piano o fuggire?
Il guardiano frena
Il cuore spinge
La vita non attende!





Ho sceso, dandoti il braccio

Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

venerdì, gennaio 09, 2009

JPEG


Costantemente faccio esperienze, vedo cose, ascolto suoni, provo sensazioni e, per tutta la vita, credo queste mi accompagnino fedeli a come le ho incontrate.
Se mi soffermo un po sullo splendido carattere che aveva la mia prima fidanzatina, ad esempio, mi accorgo che non mi è rimasto il suo volto impresso. Allora mi sforzo e qualcosa in me raccoglie dati partendo dai suoi modi, ricompone le sue labbra, i suoi occhi, le sue espressioni. Inizio a sentire la sua voce, percepisco i cambi di tono, l’inflessione, il lieve risolino d’imbarazzo quando mi mostravo più audace…e poi mi ricordo che non aveva affatto quel carattere. Non c’entra niente quel carattere con quello che è impressionato nella mente. Quello che rammento è quello che desideravo lei avesse, non quello che aveva!
Il colpo di genio nei formati compressi come il JPG è che si sfrutta un limite funzionale, strutturale, dell’occhio umano che percepisce più la differenza di luminosità che tra colori. Pertanto, se non c’è una certa luce, non percepiamo certi colori. Allora è bastato pensare un modo per eliminare le informazioni non necessarie sui colori e sulla luce per poi ricostruirli artificiosamente al momento opportuno tramite complessi algoritmi quantistici che m'è complicato persino trascrivere. Conservare quindi poche tracce reali dell’immagine, affidandosi a una mappa che consenta di ricostruire in seguito “fedelmente” il tutto… il resto lo fanno i nostri occhi.
Allora mi chiedo:” E se ricordassi erroneamente anche il viso?” Allora avrebbe avuto un altro carattere probabilmente! Il panico sembra prendere il sopravvento: tutta la mia vita è così. Quante volte ho etichettato come smemorato qualcuno che ha messo in dubbio le mie reminescenze? Vorrebbe dire che tutto ciò che mi appartiene interiormente è solo frutto di una matrice falsata da desideri indotti?
La cosa interessante degli algoritmi di compressione è che, sfruttando questi limiti dell’uomo, rendono più fruibili i contenuti. Meno frequenze più canzoni, più canzoni più varietà di ascolto, più varietà di ascolto più esplorazione.
Ricordo ancora ogni singola parola di "Questione di feeling" di Mina perché mia madre la metteva e rimetteva di continuo. Oggi non riesco cantare due strofe di fila delle canzoni che mi prendono di più… forse perchè concedo poco più del primo ascolto, non so. Meno analisi, molto fast food e io, invece, adoro lo slowfood… specie se in ottima compagnia.
Onestamente non so che emozioni potrei provare se gli occhi della donna che amo avessero la luce più spenta da non poterne percepire il reale colore; se la sua voce non avesse quelle tonalità e frequenze che la rendono unica, se il suo odore dovesse venire eliminato perché non utile e dovesse essere privata di tutto quello che non è standard.
La vera differenza, dicono, tra un file originale e il suo formato compresso sta nei dettagli che sono percepibili, nel caso di un’immagine, solo ingrandendola tante e tante volte. L’originale presenterà i particolari, la copia compressa alcuni pixel indefiniti: accettabile pare... per chi?
Tutto ha sempre avuto un tempo in questo mondo. Ora i tempi sembrano un po più corti quindi se dopo un tempo le cose sono pixellose non c’è problema… basta cambiarle. Forse sono pigro, all’antica, ma non mi piace più quest’idea del fast food! Amo gustare lentamente le cose, voglio guardarle sempre più nel dettaglio… sempre più! Prendete un bellissimo occhio, profondo, pieno di luce, con le sue paure e le sue passioni! Entrateci dentro sempre più…scoprirete l’anima e magari ve ne innamorerete!

I maestri antichi sfruttavano le imperfezioni dell’occhio umano per trasferire, attraverso l'arte figurativa, concetti universali e oggettivi di armonia e di perfezione
Noi però funzioniamo come il ricordo della mia prima fidanzatina, come gli algoritmi di compressione, eliminiamo ciò che reputiamo inessenziale, appiattiamo, utilizziamo matrici di altri ricordi per ricostruire ciò che non rimembriamo, ci spaventiamo del presente e del futuro utilizzando dolori ed errori del passato... macchine dai software apparentemente efficienti al costo di un rozzo funzionamento.

Cercherò armonia e perfezione, quindi amore, in questo silenzio esaustivo!

giovedì, gennaio 08, 2009

Nebbia

Matteo 6,22

"La lampada del corpo è l'occhio.

Se dunque il tuo occhio è limpido,

tutto il tuo corpo sarà illuminato;"

Un cuore impavido renderà l'occhio limpido?

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