venerdì, luglio 27, 2012

21 minuti

Mi rilasso
Resto in ascolto di questo silenzio imbrigliato dalle maglie del quotidiano
Lo sento distante, poi giungere e sedersi comodo in me.
Il brusio, inarrestabile, inizia a ovattarsi.
Resto lì, in un luogo di pace a cui anelo
A cui ognuno, nel pianto e stridore di denti, aspira inconsapevolmente.
Qui vedo l'affanno che spesso mi circonda, mi pervade e avvinghia in una spirale fatta di tensione, bisogni e timori che celano l'unica, antica, paura.
Tutta questa importanza che a ciò diamo, la fuga costante dalla porta che conduce alla vita, si palesa in tutta la sua inutilità.
Scorrono i millenni e tutto lentamente cambia. 
Mentre travolti da un delirio di onnipotenza ci alterniamo, i fiumi scorrono, le montagne attendono, le foreste si rinnovano e il sole brucia. 
Incuranti di noi che solo nell'Eternità troviamo ristoro
Che in essa vinciamo la morte
Per essa andiamo oltre il tempo.
Quale missione mi tiene qui se non portare frutto, libero dalle preoccupazioni del mondo?
Inizio a percepire lievemente l'ordine e in questo la chiarezza che lacera il velo che conduce alle scelte.
E nuovamente mi sento felice...grato!

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