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Chi sei tu?

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Sabato ho incontrato due bambini Appena mi hanno visto hanno iniziato a chiamarmi con un altro nome Il loro papà ha fatto notare loro che si sbagliavano Insistevano Anche il papà provava a fargli notare che nulla avevamo in comune io e la persona che credevano fossi. Sorridevo Di fronte all'insistenza del papà hanno iniziato a dirmi: "Tu sei Marco!" E io:"No...sono Alessandro" "Tu sei Marco!" fa l'altro Continuavo a sorridere "Sei non sei Marco chi sei allora?" Vano il tentativo di ripetere il mio nome la loro risposta era sempre:"No! Chi sei tu?" Un martello ininterrotto, come se fossero sordi. Ho iniziato a provare fastidio, la petulanza di quei bambini ostinati faceva stridere in me qualcosa. Mi sono scoperto, a un certo punto, stanco e quasi disperato nel tono: "Non sono Marco... Sono Alessandro..." Dopo un tempo, il loro sguardo immobile e per nulla convinto, mi ha fatto capire...

La famiglia del Mulino bianco

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Passeggiando per la campagna mi sono imbattuto in una scena alquanto particolare. Una scena che mi ha insegnato parecchie cose. Per la prima volta la famiglia del mulino bianco era incazzata. Capirete lo choc! Immaginate la scena: Papà Bianco, mamma Bianco e i loro piccoli genietti puliti e buoni che non vanno mai a scuola e solitamente girano per casa in silenzio con i loro aquiloni, mentre prendono a calci tutti i tunisini, marocchini, libici e nigeriani che sino al giorno prima coltivavano i loro campi? Arance, pesche, vigne e pomodori abbandonati a se stessi...e tutto questo perché? Non avevo minimamente pensato a questa eventualità! Loro, così buoni, puliti e perfetti che scacciano in malo modo le loro risorse migliori. Ebbene, alla mia domanda sul perché facessero in quel modo, la risposta è stata veramente esaustiva! Mi dice mamma Bianco:"Noi li paghiamo per lavorare in silenzio, mica per portare qui i loro parenti." Beh...non faceva una piega questo ragionamento....

Amore: Questo sconosciuto!

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Come sospesi sulle nostre emozioni placidi e ignari nominalizziamo le nostre sensazioni così da rimanere sereni. Eppure ci sono parole il cui significato è così ignoto. Felicità, amore... ci illudiamo di conoscerli, comprenderli...provarli. Eppure, nel chiedermelo e chiederlo, spesso mi accorgo che altro descriverebbe ciò che incontro: tranquillità, stabilità, sicurezza, dolore, passione, ossessione, novità, noia, curiosità... Ma in un battito d'ali di farfalla, ogni cosa muta, mentre una voce dentro insiste a spingermi ad andare oltre, a comprendere... a conoscere quel mistero che senza parole, particolari esperienze o ritmi incalzanti tra giochi di ruoli, ti rende pieno di una pienezza sobria che non appesantisce. Dove avremo nascosto il bambino che esisteva prima dell'eterno capriccio che, nel trasmutare della forma, ci imprigiona da sempre? E tu... tu che vagando qui sei giunto...hai mai detto a te stesso "Sono felice" consapevole di ignorare il significato di tut...