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Stelle cadenti dai tuoi occhi lasciano una scia purpurea sul candido cielo delle tue gote Per morire felice nell'alba vermiglia delle labbra aride su cui è tramontato un umido cuore

Dialogo sul potere

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- Mi chiedo perché tu fugga - Fuggire io? - Oh si... - Da cosa lo deduci? - Dal cuore che tace mentre la mente parla di continuo - E tu che ne sai? - Fin troppo mi é accaduto - A me mai. Faccio solo ciò che va fatto... - ... l'ascolto da potere - Non ho capito - Ciao

Sfumature

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Oltre il bianco e il nero tra le mille sfumature in cui inconsapevoli ci muoviamo esiste una varietà di colori misconosciuta ai più Il coraggio di andare oltre è di pochi la forza di mostrarsi nudi quasi di nessuno Nella sofferenza scopro i colori della felicità e vorrei farne dono a chi, come me, troppo a lungo la ignora lungo il sentiero. Quanto ci vorrà perché si possa andare oltre il nostro ego per scoprire la gioia che ci appartiene?

Ascolto

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Provo ad ascoltarti nel silenzio, incapace di fermare il flusso dei pensieri che mi porta lontano In quale luogo potremo mai incontrarci noi abitanti di parallele dimensioni? La tua voce mi riscalda, dal petto si irraggia dandomi istruzioni precise sciogliendo i nodi del cuore che come rivoli di rugiada fermano sul volto il passaggio ad altra vita. Ti sento ancora caldo, vicino...presente come ancora non sono, Presente come sarò!

Morte

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Tutto il tempo da riempire per non pensarti come se ogni attimo servisse a dimenticare Da dove veniamo,dove andiamo...chi siamo? Spaventato da non scorgere le lacrime del mondo, sordo e cieco di fronte alle emozioni, impegnato a ripercorrere dinamiche rassicuranti e trasparenti di macchine impazzite al tuo pensiero e immobili e in silenzio solo al tuo cospetto. Chiedendosi del prima...del dopo...ignari dell'ora!

Ciao

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Tardi perché tu potessi sorridermi ancora una volta in modo beffardo Al telefono senza che potessi guardarti negli occhi per comprendere quanto fosse vero Dopo mille flebili respiri Dopo che il tuo aereo era arrivato Mai prima d'ora ho potuto salutarti Tra queste lacrime che scorrono libere disegnando le strade che aprono il cuore sento di fare pace con me stesso

L'uomo delle caverne

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Tre semplici concetti: Paura: Attraverso essi, la mia coraggiosa generazione, ha compiuto il proprio percorso. Ci hanno inculcato la paura di tutto. Non riuscire a finire gli studi, non trovare un lavoro, non avere un lavoro definitivo, perdere il lavoro, non ottenere la pensione, non poter pagare un mutuo, non poter avere la macchina, non poter fare le vacanze al mare d’inverno - in montagna d’estate, non poter fare famiglia, non poter mangiare un giorno, non contare nulla, contare troppo, essere invisibili, essere indispensabili. Tutto e subito : Imparare a suonare a 3 anni, campioni di calcio a 6, essere i migliori o i peggiori a scuola, essere i più furbi o almeno i più onesti, laurearsi prima di tutti, lavorare prima di tutti, guadagnare più di tutti e subito…subito…tremendamente subito. Assolutamente slegato da quanto io, realmente, contribuisca al valore da cui voglio attingere, a ciò di cui faccio parte. Deresponsabilizzazione : perché faccio parte di qualcosa? Assolutam...

Incontro

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E' in punta di piedi che voglio incontrarmi comprendere se le mie dita combaceranno perfettamente mentre passi lenti mi insegnano il calore di cui ho bisogno attraverso il freddo di uno specchio impietoso. Saprò distinguere e amare il laccio che libera e unisce?

Emozioni

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Come nebulizzate cospargono l'universo che permea la mia anima e fluttuanti riecheggiano tra memorie vive e visioni da realizzare. Dove posare la sete che arde l'anima assetata da un ignoto flusso di pensieri? Quale il luogo in cui i flutti delle emozioni colpiscono le corde che portano una melodia già nota? Sento giungervi e ripartire tra il desiderio di ritrovare la vita e il timore che l'acqua porti sale su ferite ancora vive. Dove volgere lo sguardo, se non verso la luce, che dall'alto rischiara i nuovi percorsi da donare all'anima?

Incomprensione

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Tenendo il mondo nella propria pancia altro non si riesce che ad ascoltare le proprie ragioni... Ci si permette qualunque cosa in nome di esse E mai si ha torto!

La logica del fast food

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Giorni fa ascoltavo una conversazione tra anziani e mi ha colpito il loro modo di vedere il mondo così come traspariva dal loro modo di parlare. "Per essere un adulto dovevi farti una famiglia, costruirti una posizione, realizzare i tuoi sogni." Poi sono andato a cena fuori con amici e ho notato quale sia il nostro modo di vedere il mondo così come traspariva dalle nostre parole. "Per essere un adulto dovevi avere una famiglia, avere un lavoro, ottenere i tuoi scopi." E sono rimasto un po basito di fronte alla domanda che ne è sorta:Essere e fare o essere è avere? Loro hanno fatto un sacco di cose e sembrano più sereni a parlare del tempo andato. Noi, in fondo, non smettiamo mai di voler possedere sempre più cose e questo non ci fa stare meglio...e adoriamo consumare tecnologia così come sentimenti...sempre più velocemente, voracemente, in un vortice infinito fatto di sapori intensi ma brevissimi...quasi come se anche la vita fosse bisognosa di aromi e non di genuin...

Cammino

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Quando le strade mutano senza preavviso resto perplesso, fagocitato dalle paure di ciò che accadrà. Ancora sorpreso dell'impossibilità del controllo non ricordo che l'accidente é pronto a modificare ogni cosa a proprio piacimento. Allora, spiazzato, resto immobile un tempo lungo. Abbastanza per cercare di comprendere cosa sia gentile fare, attendere o andare oltre? Intanto il cammino prosegue, anche senza di me, perché è il tempo a far scorrere la vita e non io. Inesorabile spinge verso la meta diversa per ognuno. Forse vivrò tutto... o a breve mi fermerò... vorrei essere pronto. Resto in ascolto...

Silenzio

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E' nel silenzio che scorgi la luce dal buio da esso vieni fuori seguendo la luce del cuore Il buio della morte dai mille volti è evidente nella calma assoluta e piatta dell'assenza di suoni, segnali, visioni. Lente, flebili, senti le voci che si stringono al tuo cuore voci discrete di chi non guarda solo se stesso voci sapienti di cuori che guardano a un mondo non monoculare La vita offre, La morte filtra, Il cuore comprende

Mani

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Mi ritrovo a guardare le mani, tante infinite che si muovono, gesticolano, sottolineano o mettono da parte. Sono uniche e irripetibili, parlano del mondo, di chi le porta, tradiscono età e storia, tramandano attitudini ed esperienze. Parlano di suoni emessi o che mai potranno essere uditi, di terra smossa da chi ci ha preceduto, di nobiltà per stirpe o evoluzione. Le mani che mi dicono fin dove potranno andare in profondità o quanto grossolano sia il pensiero di chi le tende. Parlano attraverso i geni che le hanno portate sin lì, mi accolgono o tengono a distanza, rassicurano o intimidiscono. Le mani che stringo o vorrei stringere, quelle che non stringerò mai più e di cui ho desiderato il contatto, quelle temute che mi hanno solo dato carezze, quelle più dolci nell'immaginazione che nella realtà,quelle ormai dense di rughe tra le cui pieghe è scritta un'esitenza. Le mani con cui posso prendere la mia vita per condurla!

Luna

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Prima che luce appaia il suo velato bagliore può confondere la mente Ma non il cuore...

Realtà

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Devi interrogare il tuo perché finché egli stesso non ti darà risposta per sfinimento: sarà allora che ne vedrai la sua reale bellezza

Mete

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Nel silenzio si affaccia timido il senso della vita Dove sarebbe in un nucleo chiuso? Disserrando i cancelli del cuore, immobile, nell'ascolto del silenzio, tra rumori, sussurri di paura e memorie si fa strada la Via che a esso conduce. Aprendo lievemente, per non essere travolto dall'improvvisa tempesta, il navigatore novizio, timido, spaventato, pieno di speranza certa, solca acque che purificano il cuore.

Sento

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La presa coscienza nell'assenza Nel vuoto di senso il principio della ricerca Nei continui percorsi interiori e mai domi Nella ricerca di un segno, nel desiderio di essere degno Nell'abbraccio profondo in cui sento ogni momento che ci sei contro la volontà di questo mondo dove ogni silenzio è riferimento

Natale

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Quando alle soglie della vita Nuova la morte bussa, i pensieri scompaiono soffocati dall'unica domanda. Come se tutto ciò che sei, nella foga degli affanni inutili, morisse di fronte alla morte stessa. Come se innanzi alla paura dell'immagine che impietosa mostra l'ultimo destino riuscissi, sereno, a comprendere la realtà. In quell'istante preciso, mentre la voce del mondo a cui appartieni ti giudica, un sano cinismo attanaglia ciò che è inutile per restituire un momento di sincera luce. L'uomo che non sei svanisce, comprendi che nulla ti appartiene, nemmeno le caduche spoglie che hanno conosciuto gloria e decadimento. La gioia prende il posto del tormento, la priorità guida ogni pensiero e appare chiaro, come non mai, che solo morendo a se stessi arriverà Natale.

Amore

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Un giorno Amore irruppe nel mondo e chiese: Chi sono Io? Un gran parlare si levò ma nessuna risposta comprensibile giunse. Allora Amore si sentì solo e non riusciva a distaccarsi da quel pensiero. Era convinto che nessuno lo potesse comprendere e inizio a fuggire chiunque incontrasse. Finchè non avverti una grande stanchezza e fece un respiro profondo. Vide che esistevano altre prospettive, partendo da se stesso cercò le domande prima delle risposte. E scoprì l'importanza del proprio ruolo, si avvide di come tutti fossero inclusi in lui e tutto era nell'Uno che egli stesso rappresentava. E la musica iniziò a parlare, a sussurrare i colori delle emozioni della pelle liscia. Avvertì il sapore dell'aria che respirava specchiandosi nel sorriso del mondo. E le risposte giunsero...